Lasciare spazio
delimitare uno spazio
occupare uno spazio
è una questione di fiducia
Cosa c'entri con me non saprei dirlo. Somiglia all'espressione che mi scopro in faccia certi giorni, quando mi guardo nello specchio di sfuggita. A stati d'animo che mi assalgono all'improvviso, così profondi che sembrano esistere da prima che io nascessi. Somiglia alle domande che mi faccio e alle risposte che a volte trovo senza cercare. Agli imprevisti. Ai piani continuamente sconvolti. A tutto ciò che ha un senso, non importa quale.
Ci sono in certe vite momenti in cui le cose prendono una svolta inaspettata. Una specie di deragliamento. Inizi a vagare nelle tue giornate come nelle strade di una città sconosciuta. Osservi cose e persone che dovrebbero esserti familiari e non le riconosci. Non riconosci gli avvenimenti e le occupazioni che le riempiono.
Ti chiedi quando sia successo. Come sia successo e come hai potuto arrivare a questo punto. Ripercorri all'indietro, momento per momento, tutto quello che portava lì. I bivi, le diramazioni. Così senza accorgertene ti perdi nela storia. Nella tua storia, in quella che hai messo insieme un po' alla volta e che ti racconti ogni giorno per esistere. E solo quando torni indietro capisci che il tempo non è un cerchio, ma una spirale, e che lo sforzo che fai per abbracciare il passato ti proietta di nuovo con forza verso il futuro.
Mille anni che sto qui, Mariolina Venezia
Ho comprato un vestito rosso. Non rimane appeso stranamente. Cade giusto giusto e ha pure un fiocco.
Sono a Milano per salutare per l'ultima volta la casa dei miei ultimi dieci anni. E' già vuota e manda un'eco che ancora non so definire.
Si può dire che la maga delle erbe mi stesse aspettando oggi. Lo sapevo e son piombata in bottega col sorriso migliore che son riuscita a trovare per strada, dalla stazione tutta nuova.
Ho già comprato la crema illuminante per l'amica fata e non vedo l'ora di tornare nella mia città.
Però.
C'è un però.
Io qui non è che ci sia mai stata bene.
Però ora sento che fa parte di me, ogni cosa serve e posso trasformarla.
Dalla paura puoi guarire e al massimo rimane il vuoto di qualcuno che non c'è più, ma che sai che si è accucciato dentro di te.
Non ho perso nulla e nessuno.
Si, l'eco rimanda il ticchettio dei polpastrelli sui tasti, non ricordi.
Non me ne vado mai via da nessun posto, in realtà.